Il vetro prende forma

 

Il reperto in vetro più antico, è una bottiglia esposta al British Museum, che risale al faraone Thutmose III, della 18ª dinastia, vissuto all'incirca nel 1450 a.C..

Si crede siano stati i mercanti Fenici a far conoscere nella zona del mediterraneo la tecnica del vetro; nell'età ellenistica la manifattura del vetro si diffuse in tutta l'area, tant'è che gli oggetti più antichi risalgono a quel periodo.

Durante I° secolo a.C. Un vetraio provo ad introdurre l'estremità di un tubo di vetro, l'interno di un crogiolo e prelevare una piccola quantità di vetro fuso, soffiando poi all'interno del tubo di vetro, dando così origine alla prima bolla di vetro soffiato, tutt'oggi viene utilizzata questa tecnica.

 

Prossimi incontri estivi: 

 

25 giugno  alle ore 20.00

Incontro di approfondimento sul territorio Italiano 

02  luglio  alle ore 20.00

Incontro di approfondimento sul territorio Italiano

07 luglio  alle ore 20.00

Incontro di approfondimento sul territorio Italiano

21 luglio  alle ore 20.00

Incontro di approfondimento su Europa

 

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Breve storia dei bicchieri

Della ricchezza e varietà degli oggetti in vetro, che si trovavano sulle tavole degli antichi romani agiati, vi sono molte testimonianze; un breve elenco può dare un’idea del desiderio di raffinatezza e della ricerca di cose preziose dell’epoca; i recipienti che si utilizzavano per bere erano diversi e tutti avevano un uso specifico: ciati, calici, crateri, patere, cantari o boccali, spesso fatti di legno, scifi, catini, tazze e fiale.

Molti erano d’oro, d’argento e murrini, cioè di murra, altri erano di terracotta e molti ancora in vetro. La murra era una pietra speciale d’origine orientale, opaca e preziosa, con la quale si facevano coppe rare e di valore, tenute in grande considerazione, poiché si riteneva che tale materiale aumentasse la fragranza dei vini.

 

 

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